Mercoledì, 26 Giugno 2019 05:12

Oltre il conflitto… la Mediazione Familiare

La separazione coniugale è da anni terreno che alimenta il conflitto tra i coniugi, e gli stessi nel ruolo di genitori sono tutti accomunati dal tentativo di sottrarsi al conflitto delegando a terzi, giudici, avvocati, psicologi, assistenti sociali, le decisioni da effettuare sulla propria vita, nella speranza di vincere sempre e di non dover affrontare lo scontro personale con l’Altro.

Nel conflitto ognuno di noi è obbligato a confrontarsi con un punto di vista differente dal proprio e bisognerebbe imparare ad attraversarlo piuttosto che alimentarlo cercando di mantenere sempre aperta la relazione con il partner soprattutto in presenza di figli.

Dalle origini la Mediazione Familiare è stata considerata lo strumento per vincere tutti e due poiché, con l’ausilio di alcune tecniche, si può realizzare la cooperazione tra ex coniugi o conviventi allo scopo di garantire il legame familiare oltre la rottura.

l’Italia, rispetto ad altri paesi è in fortissimo ritardo sia nel riconoscere l’istituto mediativo che nell’applicarlo.

Dobbiamo allora chiederci: perché da noi funzioni molto meno che altrove?

La risposta risiede unicamente nell’equivoco sul principio di volontarietà dell’accesso.

Solo in quest’ultimo periodo, la recente Sentenza di Cassazione 11842/2019 riconosce giuridicamente la Mediazione come lo strumento di soluzione all’alta conflittualità.

L’invio alla Mediazione è già da tempo inserito anche nei provvedimenti della magistratura per la fissazione d’udienza in caso di separazioni o divorzi iscritti presso i Tribunali in modalità’ giudiziale.

A seguito di ciò il tribunale di Roma ha aperto uno sportello informativo per tre giorni a settimana presso il quale le coppie possono chiedere informazioni sulla Mediazione ed essere informate oltre che inviate presso i centri specializzati o professionisti formati nelle apposite tecniche.

Questo sarà sicuramente il futuro, per tentare di risolvere i problemi di conflittualità di coppia, senza l’obbligo di un processo lungo ed estenuante che spesso vede i figli minorenni diventare adulti senza essersi concluso.

Ad maiora

Avv. Maria Raffaella Dalena   

esperta in Diritto di Famiglia